Miss Trans Italia: la tematica dell’edizione 2004

Regina Satariano: «Già prima di operarsi deve essere possibile cambiare nome»

30Dal Mit (Movimento d’Identità Transessuale) al Comitato Toscana Pride, dalla gestione del nuovo locale glbt sulla Marina di Torre del Lago, il Priscilla Caffè, all’organizzazioni di eventi nazionali come Miss Italia Trans, l’impegno senza sosta di Regina Satariano è a tutto campo. Dalla politica allo spettacolo, dall’associazionismo all’attività commerciale c’è un unico filo conduttore che lega la sua implacabile attività: la lotta ad ogni forma di discriminazione e la battaglia per l’uguaglianza dei diritti nel mondo del lavoro e nella vita sociale per le persone transessuali. Il concorso di Miss Italia Trans l’ha ideato lei insieme a Anastasia La Monica 12 anni fa. Una concorrente era da poco stata eliminata dal concorso di Miss Italia solo perché transessuale. In seguito a quell’episodio per evitare “discriminazioni immotivate” fu esplicitamente introdotto nel regolamento del concorso di Miss Italia la necessità di essere “biologicamente” nate donne. La misura era colma, una nuova Miss Italia, un po’ meno futile di quella tradizionale, faceva la sua comparsa sul piano nazionale: Miss Italia Trans.

Regina, chi può partecipare al concorso ideato da te e Anastasia? Tutto il mondo transessuale, ovviamente senza alcuna distinzione tra chi è operato e chi non lo è.

Quali obiettivi vi prefiggete di affrontare? Avere una maggiore visibilità e affrontare le tematiche legate al mondo transessuale. E’ un modo per unire all’aspetto ludico la parte più politica. Un dibattito precede la finale del concorso e consente di approfondire le tematiche della realtà trans con un pubblico e un interesse di gran lunga maggiore rispetto al solito.

Qual è il tema che affronterete quest’anno? La richiesta di una modifica alla legge 64/82 che renda possibile il cambiamento del nome prima dell’operazione chirurgica di adeguamento dei caratteri genitali. E’ una battaglia che seguo in prima persona ormai da anni.

Che vuol dire? Chiunque si sente di un sesso diverso da quello biologico potrebbe far richiesta di un nome del sesso opposto? Certamente no! La richiesta può essere fatto solo quando il lungo iter burocratico è concluso. E’ una battaglia importante che tra l’altro potrebbe essere sottoposta al garante della Privacy.

Perché? Quando una persona non è ancora operata, e quindi pur avendo cambiato l’aspetto esteriore mantiene sui documenti il nome del sesso biologico originario, si trova spesso in situazioni imbarazzanti che discriminano e ledono il diritto alla Privacy. Basti pensare, solo per fare un esempio, alle file davanti al seggio quando ci sono le elezioni. Di fatto ti trovi a dover dire pubblicamente che sei transessuale e che non sei ancora stato operato.

Con la tua proposta molti potrebbero scegliere di non operarsi? L’importante è che chi si opera lo faccia con piena consapevolezza e non, come avveniva ancor di più in passato, con l’unica preoccupazione di liberarsi da una situazione di oppressione insostenibile.

I tempi sono cambiati… Certamente. Se si pensa che solo 12 anni fa furono “minacciate barricate” per non far svolgere la prima edizione del concorso, perché la transessualità era vista come un handicap e in quanto handicap non doveva essere esibito, fortunatamente già ora si vive in un’altra epoca!

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